I Ciclo o corso istituzionale - Anno propedeutico

Indice

I. Ciclo
Anno Propedeutico

I. Ciclo

Il I ciclo o corso istituzionale si svolge in tre anni, dopo gli studi filosofici, e si conclude con il conseguimento del grado accademico di Baccellierato in teologia.

Esso si propone di:

  • investigare la divina Rivelazione, con metodo scientifico, alla luce della fede e sotto la guida del Magistero della Chiesa.
  • offrire una visione organica e completa delle discipline teologiche, a partire dalla Sacra Scrittura che deve essere l'anima di tutta la teologia e con il metodo genetico raccomandato dal Concilio Vaticano II;
  • promuovere negli studenti una sintesi personale della dottrina cattolica dalla quale trarre alimento per la vita spirituale, per annunziarla, esporla e difenderla soprattutto nel ministero sacerdotale (Optatam totius 16).


Può accedere al triennio teologico, come studente ordinario, chi è munito di un titolo di studio che dia accesso alle università civili della propria nazione ed abbia compiuto gli studi del biennio filosofico secondo la normativa vigente.

Il candidato consegue il Baccellierato in Teologia, dopo aver seguito le lezioni, superato tutti gli esami prescritti nel triennio teologico istituzionale e l'esame finale (VIII, 74).

L'esame finale ha lo scopo di accertare la preparazione teologica del candidato e la sintesi alla quale è stato in grado di pervenire nel corso del triennio istituzionale. Esso avrà la durata di trenta minuti, si svolgerà davanti ad almeno due professori e verterà sugli argomenti orientativi proposti nel tesario. Un tema viene scelto dal candidato che ha a disposizione un quarto d’ora; gli altri temi dai componenti la commissione esaminatrice.

Argomenti del tesario

  1. Questioni inerenti la terminologia di “teologia, storia della teologia, metodo teologico”. Natura della teologia come scienza.
  2. Rapporto tra Sacra Scrittura, Tradizione e Magistero della Chiesa. Il ruolo dei “Simboli di fede”.
  3. La diffusione del cristianesimo e la testimonianza cristiana: il significato teologico del martirio, del monachesimo, della vita dei cristiani.
  4. La rivelazione di Dio come evento e parola: le Scritture sacre degli ebrei e dei cristiani. L’ispirazione divina e la formazione del canone. La Costituzione Dei Verbum del concilio Vaticano II. Il rapporto tra la rivelazione cristiana e le religioni non cristiane.
  5. Il valore storico dei Vangeli. L’apporto dato alla comprensione di tale questione dalla Formgeschichte e dalla Redaktionsgeschichte. La teologia di ciascun evangelista.
  6. Il Gesù storico è il Cristo del Kerygma. Gesù Cristo come rivelazione di Dio Padre: la peculiarità della ricerca cristiana di Dio.
  7. Il Regno di Dio proclamato ed inaugurato da Cristo. Il Regno di Dio e la Chiesa: rapporti e differenze; la risurrezione di Gesù nei racconti evangelici e nelle lettere di Paolo.
  8. Gesù Cristo vero uomo e vero Dio, una persona in due nature, nelle definizioni dei concili di Nicea (325), di Efeso (431) e di Calcedonia (451).
  9. La formulazione teologica “una essenza/natura e tre persone/ipostasi” per la comprensione di Dio uno e trino: l’apporto del concilio di Costantinopoli del 381. Linguaggio teologico - mondo contemporaneo.
  10. Lo Spirito Santo, inviato dal Padre e dal/e per il Figlio dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli, guida la Chiesa, la unifica nella comunione e nel mistero, la istruisce e la dirige con diversi doni ministeriali e carismatici (Lumen Gentium 4). Lo Spirito Santo e il sensus Ecclesiae.
  11. L’uomo come immagine di Dio nella Sacra Scrittura (in particolare in Gen. 1-2) e in S. Agostino (l’uomo immagine della intercomunione trinitaria).
  12. Il legame dell’uomo con Adamo (peccatum originis) e con Cristo (mediazione redentrice) con particolare riferimento a Rom. 5. Le soluzioni del pelagianesimo e del luteranesimo; il decreto Tridentino sulla giustificazione.
  13. La Chiesa sacramentum salutis. Popolo di Dio e ministeri nella Costituzione dogmatica Lumen Gentium del concilio Vaticano II.
  14. Le “note” della Chiesa: una, santa, cattolica, apostolica. Il primato di Pietro e del vescovo di Roma (Concilio Vaticano I); la collegialità episcopale (Lumen Gentium c. 3). Il Decreto Unitatis Redintegratio sull’ecumenismo.
  15. Il rapporto Chiesa-mondo nel documento conciliare Gaudium et Spes.
  16. La Beata Maria Vergine Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa (Lumen Gentium c. 8); la devozione mariana.
  17. I sacramenti: dimensione antropologica, cristologica ed ecclesiale. Teologia e celebrazione dei sacramenti secondo i nuovi rituali.
  18. La morale cristiana: sua specificità nell’amare Dio e il prossimo. Coscienza e norma.
  19. Principi e fondamenti di una morale economica secondo la Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II.
  20. "In Cristo risorgeremo". L’escatologia come dimensione finale del regno di Dio e come categoria teologica del cristianesimo nel tempo della storia.


Gli studenti agostiniani iscritti al I Ciclo teologico, a norma delle Ordinationes dell’Istituto, n. 39, “sono tenuti a seguire i corsi di spiritualità e storia agostiniana”. In merito a tale disposizione l’Augustinianum offre nel calendario accademico annuale tre semestri (uno ogni anno) di cultura agostiniana. Il corso (denominato Cathedra Augustiniana, Statuta IX, 96-98) si tiene nel secondo semestre ogni mercoledì pomeriggio.

 

Anno Propedeutico *

Per essere ammessi al curriculum di studi per il conseguimento della Licenza in Teologia e Scienze Patristiche (o al Dottorato quando risulti opportuno a giudizio delle Autorità accademiche) è necessario aver superato gli esami di qualificazione (greco, latino e test di italiano per gli studenti che non sono di madre lingua) oppure aver completato con voti sufficienti il corso di italiano e i corsi propedeutici nelle seguenti materie:

  1. Corso base di lingua latina (PP901)
  2. Corso base di lingua greca (PP902)
  3. Corso di introduzione alla Letteratura Latina (PP909)
  4. Lineamenti di letteratura greca (PP908)
  5. Introduzione alla storia e alle istituzioni romane antiche (PP904)
  6. Introduzione alla filosofia antica (PP905)


La preparazione degli esami di qualificazione è di responsabilità esclusiva dello studente. Essi hanno luogo durante la settimana prima dell’inizio di ogni semestre accademico (ottobre, febbraio).
Gli esami di qualificazione consistono di due parti:

a. esame scritto di traduzione dal latino (45 minuti);
b. esame scritto di traduzione dal greco (45 minuti).

Nel caso in cui negli esami scritti di traduzione lo studente superi la prova di una sola delle due lingue, non può essere ammesso al curriculum per la Licenza o per il Dottorato, ma è obbligato a seguire il corso propedeutico per la lingua nella quale non ha superato la prova. In questo caso, però, con il consenso del Preside, lo studente può frequentare i corsi di Patrologia fondamentale (PF). In casi particolari, il Preside può esonerare uno studente da uno o più corsi propedeutici, e può ammetterlo al curriculum per la Licenza o il Dottorato.
Per essere ammessi al curriculum di studi per il conseguimento della Licenza in Teologia e Scienze Patristiche, oltre alla conoscenza del latino e del greco, è obbligatoria la conoscenza dell’italiano e di altre due lingue moderne tra le seguenti: inglese, tedesco, francese.

* Il coordinatore del Ciclo è il Prof. P. Giuseppe Caruso, OSA.

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